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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Su Torino Sette di venerdì 22 settembre Bruno Gambarotta si interroga su un uso particolare di “grandinare”:
Mi è capitato di incrociare il furgone di un’azienda che sulle fiancate riportava il nome del titolare e la scritta «Specialista in macchine grandinate». Un tempo non ci avrei fatto caso, adesso m’impunto e non riesco quasi a prendere sonno.
Nella mia vita ne ho vista di grandine; da ragazzo ho vissuto in una zona del Monferrato dove grandina spesso, ma il chicco di grandine più grande che ricordo di aver visto e preso in mano aveva le dimensioni di una noce. Non ho mai visto grandinare macchine, non dico di grossa cilindrata ma neanche utilitarie. Se anche fosse successo lontano dai miei occhi, in qualche altro paese, i giornali ne avrebbero parlato, non capita tutti i giorni che dal cielo piovano automobili. [...] L'arcano è svelato se facciamo l'ipotesi che per «macchine grandinate » s'intende dire «macchine colpite dalla grandine». I bozzi sulla carrozzeria in effetti non sono tanto belli da vedere ed è ragionevole che nasca un ramo d'industria allo scopo di metterci rimedio. Il fatturato di queste imprese dipende da quanta grandine cade nell’anno. Ci sono purtroppo anni di magra, nei quali per disgrazia non cade neanche un chicco di grandine. In quel caso all'associazione dei riparatori di macchine grandinate non resta che chiedere alla Regione la proclamazione dello stato di calamità naturale.
Il primo agosto in quel di Asti, in ideale continuità con l’esperienza di Gambarotta, ci becchiamo una grandinata mai vista. Pochi minuti bastano a trasformare l’elegante blu Norwich della Y in una distesa di bozzi e bolli (per usare un piemontesismo). Dopo qualche giorno comincia il pellegrinaggio in assicurazione e da diversi carrozzieri. Al primo carrozziere dico che la macchina è stata danneggiata dalla grandine, e il tipo mi allunga il suo biglietto da visita in cui si legge: Specializzati in macchine grandinate. Quest’uso transitivo non mi piace, ma subito si impossessa di me: entro da un altro carrozziere e dico che ho la macchina grandinata. Lui mi guarda pieno di comprensione e subito s’instaura il feeling. Ora faccio anch’io parte della schiera di color che sanno (vediamo che ne dirà il mio conto corrente).
Il transitivo è la modalità della velocità e dei mezzi di trasporto (e come potrebbe essere altrimenti). Sono sonnecchiante sull’autobus, mi giro, mi affianca un pullman, e mi pare di sognare perché sulla fiancata leggo:
Autobus contribuito dalla Regione Piemonte.
Ma sono più che desto. D’altra parte nella provincia di Cuneo ci sono 2580 paline di fermate di trasporto di autobus “contribuite dalla Regione Piemonte”. Inutile provare a dire una frase come: quell’auto danneggiata dalla grandine è stata acquistata con il contributo della regione.
