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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
In questi giorni probabilmente il sistema solare cambierà, con un voto. Il 24 agosto alla conferenza dell’Unione astronomica internazionale a Praga i partecipanti voteranno su una nuova definizione di “pianeta”. La questione è diventata rilevante a seguito della scoperta di 2003 UB313, un corpo celeste più grande di Plutone e su orbita ancora più distante. A questo punto la logica era: se Plutone è un pianeta, allora lo è anche Xena. Per altri neanche Plutone meriterebbe lo status di pianeta. La nuova definizione messa ai voti sarà:
un pianeta è un corpo celeste che a) ha sufficiente massa per sostenersi nello spazio in equilibrio idrostatico (con forma approssimativamente rotonda) e b) orbita intorno a una stella e non è una stella né un satellite di un pianeta.
Con questa nuova definizione i pianeti diventano 12, includendo Cerere, Caronte e Xena. Ovviamente non tutti sono d’accordo.
Che modificando una definizione si possa modificare la natura (nel senso più ampio) non è cosa nuova, e mi vengono in mente considerazioni di ordine lessicologico e filosofico.
La definizione di “pianeta” si pone a metà tra dizionario ed enciclopedia, i dizionari definiscono le parole, le enciclopedie catturano il concetto. Più è specialistico il termine e più è enciclopedica la definizione che i dizionari tendono a dare. Ma dato il problema scientifico della definizione di “pianeta“, i dizionari se la cavano con definizioni piuttosto generiche (De Mauro, Webster).
Su questo s’innestano le considerazioni filosofiche. Secondo alcuni le teorie sono metafore, gabbie concettuali che l’uomo applica alla natura (e in effetti Xena e gli altri erano lì da ben prima che gli astronomi li scoprissero). In qualche modo mi sembra di sentire ridacchiare Popper per il quale una teoria scientifica si regge sull’alternarsi continuo di affermazioni e confutazioni: un’ipotesi ha valore scientifico se può essere falsificata, smentita, e superata dall’esperienza (la scoperta di Xena ha “falsificato” l’esistente concetto di pianeta). Ma qui mi fermo con la filosofia, memore di Piperita Patty che redarguisce così Charlie Brown: “Mi vai sul filosofico, Ciccio? Alle ragazze non piace quando un ragazzo va sul filosofico, Ciccio”.
