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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia

mercoledì, 19 luglio 2006
Poliòpoli, ovvero lo scandalo dei suffissi

Il bubbone era scoppiato all’improvviso, fetido e purulento, inaspettato, nonostante i visibili prodromi che alcuni avevano già individuato.

Tutto era nato agli inizi degli anni novanta, quando un gruppo di giornalisti (o forse giudici, era passato troppo tempo perché si potesse ricordare) coniò il termine tangentopoli. Era la città delle tangenti, un po’ come baraccopoli e tendopoli erano città fatte di baracche o tende. Poi qualcuno aveva pensato che quel suffisso di origine greca poteva essere per l’italiano quello che gate era per l’inglese, che da Watergate aveva generato Irangate (e perfino un apocrifo Lewinskygate), ma l’italica genialità, memore di Totò che in Totò, Peppino e la… malafemmina nella celebre scena della lettera abbondava in punteggiatura perché “Che non dica che noi siamo provinciali, siamo tirati”, aveva partorito sanitopoli, concorsopoli, bancopoli, calciopoli, moggiopoli, e un insuperato vallettopoli. A quel punto la crisi era vicina.

In un afoso pomeriggio di luglio un blog pubblicò un post dal titolo: lo scandalo dei suffissi. Era deflagrata poliòpoli.

Postato da: nicpoeta, 19/07/2006 14:29 | link | commenti (1)
semanticamente


Commenti
#1   03 Agosto 2006 - 16:38
 
Be', anche l'autorevole Observer traduce moggiopoli con Moggi-gate...
http://observer.guardian.co.uk/osm/story/0,,1830656,00.html

YH
utente anonimo

Commenti