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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Lande incontaminate, canguri, mari di smeraldo, una fanciulla con indosso un disagiato bikini emerge dai flutti e ci chiede:
So, where the bloody hell are you?
È la nuova campagna pubblicitaria per attirare turisti in Australia. Qui il video.
Secondo quanto riportato dal Ministero dell'industria e del turismo, la campagna pubblicitaria “So, where the bloody hell are you”
... cuts through. The target audience in our key markets gets it, and it delivers the invitation. And it will work in Asia!
La campagna è stata lanciata negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito, in Cina e Giappone. Forse cuts through in Asia (ma vedremo che non è così), ma gli inglesi non l'hanno apprezzata. Bloomberg e BBC ci informano che il Britain's Broadcast Advertising Clearance Centre ha chiesto all'ente turistico australiano di modificare la parola bloody. Ma secondo il ministro australiano Fran Bailey la campagna pubblicitaria è
“fun-loving and cheeky”, e a The World Today ha detto che bloody
[is] the great Australian adjective. We all say it, it's part of our language, we're presenting ourselves to the world in a very friendly, as we are people.
Richard Alford dell'agenzia M&Csaatchi, che ha concepito la campagna, dice:
The line is a classic piece of Australian language. It's just sad that we'll be deprived of this fresh and funny line on U.K. TV.
Ma anche in patria ha sollevato molte critiche.
Tuttavia il problema è, per così dire, un altro. Come rendere l'espressione nelle altre lingue? In giapponese non esistono le imprecazioni, non c'è nessun equivalente della parola bloody. Se a ciò si aggiunge che l'anno scorso l'Australia è stata visitata da 685.000 turisti giapponesi (in diminuzione rispetto al passato), ci si rende conto di quanto può essere importante il messaggio. Lo slogan è diventato:
So, why don't you come?
(Per ulteriori dettagli The Age e il blog di Global Translation Services)
A noi italiani, il sito australia.com sussurra:
Australia. Tutta un'altra luce.
Scatena i tuoi sensi. Terra rossa cuocere sotto il calore del sole, le risate dei kookaburra, galleggiare su un blu corallino, il frinire delle cicale, fresche e succulente ostriche, il soffiare live della tiepida brezza della sera, carne arrostire sulla brace...
