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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia

mercoledì, 29 marzo 2006
Cazzarola, vieni in Australia!

Lande incontaminate, canguri, mari di smeraldo, una fanciulla con indosso un disagiato bikini emerge dai flutti e ci chiede:

So, where the bloody hell are you?

È la nuova campagna pubblicitaria per attirare turisti in Australia. Qui il video.

Secondo quanto riportato dal Ministero dell'industria e del turismo, la campagna pubblicitaria  “So, where the bloody hell are you”

... cuts through. The target audience in our key markets gets it, and it delivers the invitation. And it will work in Asia!

La campagna è stata lanciata negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito, in Cina e Giappone. Forse cuts through in Asia (ma vedremo che non è così), ma gli inglesi non l'hanno apprezzata. Bloomberg  e BBC ci informano che il Britain's Broadcast Advertising Clearance Centre ha chiesto all'ente turistico australiano di modificare la parola bloody.  Ma secondo il ministro australiano Fran Bailey la campagna pubblicitaria è
“fun-loving and cheeky”, e a The World Today ha detto che bloody

[is] the great Australian adjective. We all say it, it's part of our language, we're presenting ourselves to the world in a very friendly, as we are people.

Richard Alford dell'agenzia M&Csaatchi, che ha concepito la campagna, dice:

The line is a classic piece of Australian language. It's just sad that we'll be deprived of this fresh and funny line on U.K. TV.

Ma anche in patria ha sollevato molte critiche.

Tuttavia il problema è, per così dire, un altro. Come rendere l'espressione nelle altre lingue? In giapponese non esistono le imprecazioni, non c'è nessun equivalente della parola bloody. Se a ciò si aggiunge che l'anno scorso l'Australia è stata visitata da 685.000 turisti giapponesi (in diminuzione rispetto al passato), ci si rende conto di quanto può essere importante il messaggio. Lo slogan  è diventato:

So, why don't you come?

(Per ulteriori dettagli The Age e il blog di Global Translation Services)

A noi italiani, il sito australia.com sussurra:

Australia. Tutta un'altra luce.
Scatena i tuoi sensi. Terra rossa cuocere sotto il calore del sole, le risate dei kookaburra, galleggiare su un blu corallino, il frinire delle cicale, fresche e succulente ostriche, il soffiare live della tiepida brezza della sera, carne arrostire sulla brace...

Postato da: nicpoeta, 29/03/2006 21:04 | link | commenti (5)
semanticamente, intraduzioni


Commenti
#1   01 Aprile 2006 - 20:19
 
Ne parlavo oggi con un'amica australiana che vive da anni qui in Kakania: sure, where the bloody hell are you??? This is the way we speak, that's it. Mi ha detto scandalizzata che negli USA they have banned it. :)

PS perché il bikini è disagiato?
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#2   01 Aprile 2006 - 20:37
 
Anche la mia collega australiana mi ha detto che per loro è colloquiale e non volgare.

Il bikini è disagiato perché - dal mio punto di vista - con disagio appoggia alle forme della pulzella.

Colgo l'occasione per segnalare che, esattamente il giorno dopo la pubblicazione del post, dal sito australia.com è sparito il testo che ho citato.

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#3   17 Maggio 2006 - 23:15
 
Ho avuto l'onore-onere di fare l'editor per la campagna di australia.com (che però non è ancora on-line, o non lo è più?). Quella frase l'abbiamo tradotta con "Che diavolo aspetti a venire?" e secondo me - ovviamente! - era il perfetto compromesso fra colloquialità e non-volgarità, ma sono curiosa di sapere se ti sembra una buona scelta.
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#4   18 Maggio 2006 - 20:49
 
Sul sito australia.com è tutto in italiano tranne lo slogan. Ho sempre evitato di affrontare traduzioni pubblicitarie, soprattutto i claim. La vostra soluzione non è male. In quanto impressionato dalla fanciulla che emerge dai flutti, mi sarei aspettato che dicesse qualcosa tipo: "E allora, che cosa stai aspettando?", con tutti gli ammiccamenti del caso. Ma ammetto che è una soluzione un po' banale.
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#5   18 Maggio 2006 - 23:14
 
si, ho controllato bene e l'hanno lasciato in inglese...tu pensa che quelli di australia.com hanno insistito a bestia perché si lasciassero in inglese un botto di espressioni, anche quelle più inutili - tipo molti animali che hanno un perfetto e molto più comprensibile nome in italiano hanno voluto a tutti i costi lasciarli in inglese per via del "flavour"....bah, bah e controbah!!
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