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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Molti anni dopo, di fronte alla crema Gianduia, il commendator Michele Ferrero si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere la nocciola Piemonte. Alba era allora un villaggio di venti case di mattoni e di viti di barbera costruito sulla riva di un fiume dalle acque limacciose che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi uova senza sorpresa. L’arte della pasticceria era così recente, che molti dolci erano privi di nome, e per citarli bisognava indicarli con il dito. Tutti gli anni, verso il mese di marzo, una famiglia di traduttori professionisti piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove traduzioni. Prima portarono il dizionario. Un traduttore magrolino, la barba di due giorni e mani di passero, che si presentò col nome di Nicolas, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli chiamava l'ottava meraviglia dei savi traduttori di T&t.
