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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia

venerdì, 30 settembre 2005
Il santo traduttore che fece Mosè cornuto

Fermento tra i traduttori (in vari blog e mailing list) visto che oggi è San Gerolamo, patrono dei traduttori (e di altri), e mi pare giusto ricordarlo tramite uno dei suoi “errori” di traduzione più divertenti.

Vi siete mai chiesti come mai il Mosè di Michelangelo ha le corna? Traducendo Esodo 34, 29, Gerolamo scrisse:

cumque descenderet Moses de monte Sinai tenebat duas tabulas testimonii et ignorabat quod cornuta esset facies sua ex consortio sermonis Dei

Scendendo dal Sinai la faccia di Mosè “cornuta esset”. È però ormai accertato che si tratta di un errore di traduzione. Il testo biblico in italiano a cura della C.E.I. recita:

Quando Mosè scese dal Monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con il Signore.

Il traduttore ha confuso quaran, “irraggiare”, con qeren, “corno”. Nel Codice del quattro (in italiano, in inglese) si fanno varie ipotesi: una è che solo Cristo può risplendere di luce e per questo Gerolamo è stato tratto in inganno.

È interessante notare che nella Nova Vulgata l’errore è stato corretto:

Cumque descenderet Moyses de monte Sinai, tenebat duas tabulas testimonii et ignorabat quod resplenderet cutis faciei suae ex consortio sermonis Domini.

Postato da: nicpoeta, 30/09/2005 21:01 | link | commenti
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