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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Prendere appunti a lezione violerebbe il copyright. Il docente ha la proprietà intellettuale di ciò che spiega e prendere appunti mentre parla, e soprattutto rivenderli, potrebbe essere un reato. È quanto ritiene Michael Moulton, docente presso l'università della Florida, che insieme al suo e-textbook publisher Faulkner Press ha denunciato Einstein's Notes (noto online come How I Got An A), un servizio che raccoglie gli appunti delle lezioni, li organizza e li rivende. Secondo il legale di Moulton, Einstein 's Notes pagherebbe gli studenti per trascrivere gli appunti. Per il professore e il suo legale non si tratta di una questione economica ma di difendere le proprie idee da indebita appropriazione. Ma c'è di più: anche il semplice prendere appunti degli studenti per se stessi violerebbe il copyright, anche se secondo l'avvocato si tratterebbe di fair use. (Per saperne di più Zeus News, Wired.)
Nell'università italiana questo mi sembra davvero l'ultimo dei problemi, ma se ci eleviamo al di sopra delle quotidiane italiche piccolezze (e ob(b)iettivamente ragioniamo un po' per assurdo), ci accorgiamo che senza appunti non avremmo il Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure, opera postuma ricostruita da Charles Bally e Albert Sechehaye fondendo gli appunti presi dagli alunni durante i corsi di linguistica generale e le note autografe trovate tra le carte del linguista dopo la sua morte.
E quando sono i docenti a "prendere appunti" dagli studenti?
