poeta.selvaggio(at)gmail.com
About Translation
Blogos
bulbulovo
Fablog
Gruppo L10N (feed)
Il barbaro
Il quaderno dei vocaboli
Language Hat
Language Log
Naked Translations
Postillario
separated by a common language
Taccuino di traduzione
The Language Guy
The Lexicographer's Rules
Translate This!
trapra
Wordlustitude
muzii in Delusione Amy
muzii in Perché (non) pagare...
muzii in Convegno AITI, appun...
utente anonimo in Perché (non) pagare...
utente anonimo in Perché (non) pagare...
muzii in Perché (non) pagare...
muzii in Convegno AITI, appun...
nicpoeta in Convegno AITI, appun...
BebaManno in Convegno AITI, appun...
muzii in Prima fichi poi maia...
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
visitato *loading* volte
La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Piero Ottone sul Venerdì di Repubblica di ieri:
Un altro esempio: per avere sui treni, nelle varie lingue, avvisi corretti ("non sporgersi", "non scendere") basterebbe che le Ferrovie se li facessero tradurre da traduttori professionali. La spesa, nel vortice immane del bilancio aziendale, sarebbe irrisoria. Invece si affida la traduzione a qualche cugino che ha studiato tedesco al liceo linguistico, e così vengono fuori altri svarioni. Questione di mentalità. Per evitare stonature di questo genere non occorrono grandi riforme o grandi investimenti. Occorre solo che ognuno dedichi qualche minuto di tempo per fare le cose come devono essere fatte.
Chi non è d'accordo? Sono affermazioni talmente ovvie e di buon senso che non meritano commenti, e il fatto che sia un giornalista autorevole come Ottone a sollevare la questione può dar forza ai professionisti che da sempre si battono per una comunicazione in lingua straniera corretta. Per cui Ottone potrebbe segnalare a qualcuno del suo giornale che il titolo corrente "Black magic woman" dell'articolo a pagina 42 dedicato a Michelle Robinson, moglie di Barack Obama, suona piuttosto strano, a meno che la bi-laureata moglie del candidato alle primarie democratiche non si occupi di voodoo.
