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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Sabato 26 gennaio l'AITI Piemonte - Valle d'Aosta ha organizzato una tavola rotonda sull'evoluzione della traduzione vista dagli addetti ai lavori. Traduttori e agenzie si sono scambiati pareri e punti di vista su strumenti, aspettative e tariffe. Ottima l'affluenza dei traduttori, con unico neo: diverse agenzie hanno dato forfait all'ultimo minuto. Erano presenti Novilinguists, Dialogue International, Language Point e Tesi & testi. Riporto il mio secondo breve intervento, estemporaneo e non preparato, come si noterà.
Si è parlato di CAT, degli sconti che spesso ci vengono richiesti per l'uso di questi strumenti. Qualcuno ha accennato prima alla traduzione automatica, perché ormai può succedere che ai traduttori venga richiesto di fare il post-editing di testi tradotti automaticamente. In un contesto in così rapido mutamento, come deve comportarsi il traduttore tecnico? Mi sembra questa la domanda centrale della giornata.
Riprendo un'immagine* che trovo utile. Immaginate tutta la documentazione di una azienda multinazionale come una piramide. Alla base della piramide c'è la documentazione quotidiana, l'enorme scambio di informazioni tra i dipendenti quali e-mail, documenti standard ecc. Per questa, la traduzione automatica avrà sempre più importanza, perché spesso serve una traduzione di massima: se ricevo una mail in cinese da un mio collega di Pechino, un buon strumento di traduzione automatica può darmi una prima idea del significato. Non ha senso per un traduttore professionista puntare su questo tipo di lavoro, perché è poco specializzante e si troverà sempre qualcuno che lo può fare a meno.
Il secondo livello della piramide è rappresentato dalla documentazione interna di qualità: documenti sulla qualità, newsletter, linee guida per le spese ecc. Qui il traduttore diventa importante. Abbiamo poi il livello della documentazione che va verso l'esterno. Più in basso la documentazione tecnica come i manuali: i CAT sono fondamentali per la mantenere la coerenza, perché spesso viene chiesto un aggiornamento e non una traduzione intera; talvolta i manuali vengono pagati poco e non sempre è richiesta una qualità eccelsa, soprattutto per la documentazione per tecnici (ci sono ovviamente eccezioni, e certi manuali sono anche documenti di marketing).
Verso l'apice troviamo la comunicazione vera e propria: marketing e pubblicità. A mio avviso il traduttore deve salire i gradini della piramide e tendere il più possibile alla specializzazione. Non possono esistere traduttori che sanno fare tutto.
Secondo me sono tre le competenze che un traduttore professionista deve avere. Prima, la competenza linguistica. Deve essere specializzato (o tendere alla specializzazione al suo ingresso nella professione), e ovviamente conoscere bene la lingua di partenza e alla perfezione la lingua di arrivo, la sua lingua madre.
Seconda, la competenza tecnica. Bit literacy certo, ma soprattutto conoscenza dei CAT e disponibilità ad apprendere i vari strumenti che sono richiesti. Per esempio, non devo essere io a spiegare come scaricare un file da un sito FTP.
Terza, la competenza amministrativa. Il traduttore deve essere un professionista in grado di gestire il processo di lavoro e i suoi aspetti burocratici come fatturazione ecc. Non deve capitare che un traduttore si presenti chiedendo di controllare un lavoro di due anni fa perché non ha mai fatturato. Così come deve dare il giusto spazio al marketing e alla comunicazione delle proprie conoscenze.
Mi piace immaginare queste competenze come tre cerchi concentrici il cui nucleo è composto dalla conoscenza linguistica per arrivare al cerchio più esterno della competenza amministrativa.
*Che devo a Mario Spoto e che ho leggermente modificato.
