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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia

domenica, 16 settembre 2007
Caporale e il bel atleti

Intervistare gli atleti a bordo pista (di atletica, di Formula 1) non è facile, si sa, le domande rischiano di essere banali, le risposte peggio e poi c'è il problema di parlare in inglese e, soprattutto, di capirlo l'inglese, specie se c'è della terminologia tecnica. Spesso mi chiedo come atleti e piloti riescano a capire quello che i gagliardi giornalisti sportivi italiani gli chiedono. Gli esempi si sprecano ma merita la menzione d'onore Elisabetta Caporale, forzata della pista d'atletica. Ai recenti mondiali di Osaka, a Sebastian Coe che incautamente le si era avvicinato ha fatto una domanda esordendo in questo modo:

apart from being a beautiful athletes

quale pensiero (voliamo alto: contenuto proposizionale) la volenterosa giornalista volesse esprimere è un mistero perché 1) Coe sarà stato pure bello, ma che c'entra? o voleva dire bello nel senso "un bell'atleta, completo e prestazionale"? e 2) distinguere tra forma singolare e plurale della parola athlete ai mondiali di atletica e concordarla in modo corretto è meno del minimo (ma forse qui gioca l'emozione di aver di fronte un bell'atleta). Daveblog aggiunge altri spunti.

Ettore Giovannelli e Stella Bruno si dannano l'anima ai box della Formula 1, ma qui fortunatamente molti parlano italiano (perfino Alonso, Niko Rosberg, e ricordate i bei tempi in cui Nelson Piquet mandava italianamente a quel paese Ezio Zermiani?), tranne ovviamente i piloti della Ferrari di lingua non romanza. Giovannelli deve la sua fortuna alla sua conoscenza del tedesco (non so giudicare quanto buona), e ai tempi di Schumacher poteva dialogare col teutonico che mai gli è passato per la testa di esprimersi nell'italico idioma. Ora che a nessuno interessa sentire i motivi dei ritiri di Schumacher junior e Heidfeld, l'irriducibile cronista è in difficoltà, tanto è vero che lui e la sua collega Bruno fanno le domande in inglese ma - novità di quest'anno - le risposte vengono tradotte da un interprete.

Postato da: nicpoeta, 16/09/2007 20:14 | link | commenti (3)
intraduzioni


Commenti
#1   18 Settembre 2007 - 08:53
 
L'impaccio dei giornalisti italiani cn le lingue straniere non è cosa nuova. Ho conosciuto Enzo Zermiani nel 1983 durante un viaggio in Cina: è un uomo di una simpatia straordinaria che allora mostrava un inglese alquanto approssimativo, ma comunque migliore di quello di tanti altri colleghi dell'epoca. Quella, peraltro, era un'epoca in cui gli italiani erano di moda, non solo in F1 dove l'Alfa Romeo, la Maserati, la Minardi, la Ferrari hanno sempre fatto la storia.
Oggi ho piuttosto una curiosità: in che lingua erano scritte le 780 pagine trafugate alla McLaren? Gli italiani non saranno poliglotti, ma un recente studio inglese ha rilevato che i sudditi maestà sono capaci di usare una seconda lingua (non necessariamente verbale) solo per ordinare una birra.


Luigi Muzii
utente anonimo

#2   11 Ottobre 2007 - 10:54
 
Prestazionale???????!!!!!!!!?????
utente anonimo

#3   11 Ottobre 2007 - 20:18
 
Caro anonimo (non amiamo molto gli anonimi qui...), sì, proprio prestazionale.
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