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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Un'amica che lavora in banca parlando dei suoi clienti mi dice: "è un clientela evoluta, sono quasi tutti multibanchizzati". Sarebbe meglio che i termini appartenenti allo slang di un mestiere non varcassero mai i confini dello stabilimento, ufficio, aula, perché l'impatto sui profani può essere imprevedibile. Multibanchizzato evoca scenari violenti (perfino Google lo schifa), evoca sangue, ferite, emorragie, disperate corse verso il pronto soccorso.
Linguisticamente, si tratta di una parola che all'apparenza rispetta le regole della morfologia e di formazione delle parole, anche se presuppone un verbo inesistente (banchizzare):
1 banca > banchizzare > participio passato: banchizzato
2 confisso: multi
Presumo che banchizzare significhi: far in modo che una persona di avvalga dei servizi di un banca.
Allora mi domando: è una parola con una connotazione positiva o negativa? Quali sono i ruoli (semantici, se vogliamo), le reggenze del verbo?
[banca] banchizza [cliente]
[cliente] essere banchizzato da [banca]
Però così multibanchizzato significa: che ha subito molteplici banchizzazioni.
Questa interpretazione grammaticale ci spinge verso una connotazione negativa (come dicevo prima: dolore, sangue, sevizi e non servizi...), mentre per la mia amica il termine denota un aspetto positivo, un'approfondita conoscenza del sistema bancario da parte del cliente.
Ipotizziamo perciò che banchizzare possa essere usato in modo intransitivo nel senso di "utilizzare i servizi di una banca", allora l'analisi diventa:
[cliente] banchizzare
(multi) banchizzato>che utilizza i servizi (di più banche)...
In un certo senso, è una forma non dissimile da mangiati = "che hanno già mangiato" (es. venite mangiati, c'è solo da bere), e non "che sono stati mangiati".
Io che ho due conti correnti, uno familiare e uno prematrimoniale (che tengo in vita perché mi costa meno che sopprimerlo), sono multibanchizzato?
