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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Sono nell'ambulatorio di allergologia, con le braccia piene di microfori in attesa di un risultato scontato: sono allergico alle polveri domestiche (vari tipi di acari), grazie, lo so da almeno quindici anni. Sul muro di fronte a me c'è un elenco di alcuni numeri di telefono di reparti e ambulatori, scritto a mano su un foglio a quadretti: cardio, neuro, nefro, chiru, ma pediatria e ginecologia per esteso. A parte "neuro", entrato nel lessico corrente, per gli altri si tratta di slang ospedaliero: cardiologia, neuropsichiatria/logia, nefrologia e chirurgia, slang che mi è noto da decenni in quanto figlio di ospedaliera. Sono accorciamenti: quando il termine è lungo o complesso nel registro colloquiale si taglia all'inizio e così abbiamo auto, bici, caccia, ciano, cine, coca, diapo, disco, eco, frigo, raga, stereo e molti altri.
In inglese è un fenomeno diffusissimo (si chiamano clippings o clipped words) già dal XVI secolo, tanto che Swift all'inizio del XVIII secolo si opponeva alla riduzione del latino "mobile vulgus" a mob. Alcuni esempi inglesi: ad, bra, bicarb, chimp, deli, lab.
Per tornare al contesto sanitario, in inglese c'è un'abbreviazione che non esiste in italiano: gynae, gynie, forma colloquiale per dire ginecologia (anche il reparto) e ginecoloco, probabilmente per la difficoltà di pronunciare gyn(a)ecology, gyn(a)ecologist, come potete testare suol Webster online. Saputolo, l'abbiamo subito italianizzato, per cui tra noi parliamo ormai solo di gino (o gina, se donna).
