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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia

domenica, 11 maggio 2008
Elogio del refuso

Lo si trova sui siti delle agenzie di stampa o dei giornali, o sul blog d'autore nel post scritto evidentemente di fretta. Ma in realtà il refuso è ovunque e lo si rintraccia perfino in strada (un bar della zona offriva "mouse al cioccolato"), o nei contratti di assicurazione (che volevo ritenere valido). Dare la caccia la refuso dà soddisfazione, e anche qui talvolta si fà, ma in maniera  che definirei gioiosa (come qui e qui). Qualcuno organizza delle vere e proprie cacce, qualcun'altro istituisce osservatori permanenti (pur con qualche pedanteria).

Ma il refuso è negli occhi di chi legge o nella realtà extrasensoriale? Scrivete un testo e lo leggete e rileggete e tutto è a posto. Guardate le bozze, tutto è a posto. Poi il libro è negli scaffali delle librerie è appena lo aprite il refuso occhieggia divertito, esce allo scoperto quando ormai non si può più castigare, vanificando tutti i vostri sforzi per eliminare "stare sui carboni attenti", "ultima chiamata per Belino" e "penumatici sgonfi".

Esso è più forte di chiunque perchè dimostra il prevalere della caoticità della reale sull'ordine della norma immaginaria.

Postato da: nicpoeta, 11/05/2008 19:15 | link | commenti (4)
semanticamente

lunedì, 05 maggio 2008
Let's pee in the corner (while I kiss this guy)

I was in history class and the teacher said to raise your hand if you know the continents. I raised my hand and said, 'A, E, I, O, U.' And the teacher replied, 'Those aren't even consonants. They're vowels.'"

Jessica Simpson, da They X-Rayed my Head and Found Nothing, The Ultimate A-Z of Very Stupid Things Said by Very Famous People, Mike Haskins and Clive Whichelow (letto su Glamour, December 2007).

Avevo già parlato qui di come madrelingua anglofoni confondano parole con pronuncia simile (e che uno straniero che apprende la lingua per iscritto non confonderebbe). La graziosa Simpson capisce consonants per continents, ma poi elenca le vocali, forse perché sono cinque come i continenti.

Questa citazione mi ha fatto venire in mente un altro caso di errata comprensione, quello delle canzoni. Da giovani ascoltando le canzoni in inglese inserivamo la soluzione che ci pareva più probabile al posto delle parole che non capivamo, spesso basandoci sulle assonanze. Prima di Internet e quando i dischi non avevano i testi, era un bell'esercizio di comprensione. Poteva anche capitare che ci si riunisse tra amici per fare dei gruppi d'ascolto. Un mio amico aveva ribattezzato Words (Don't Come Easy) la canzone delle "camicie". (E sì, si usano ancora le canzoni per apprendere e insegnare l'inglese, con esercizi come "fill in the blanks", rimettere nell'ordine giusto le parole all'interno dei versi, dettato ecc.)

Così come capita a noi italiani di non capire le canzoni nella nostra lingua, anche gli anglofoni sono soggetti al mishearing. Esiste perfino un nome per questa cosa, Mondegreen, termine coniato da Sylvia Wright. Ci sono diversi siti che elencano i mondegreens più divertenti come The Archive of Misheard Lyrics, Mondegreen Central, e Am I Right; in alcuni degli esempi il confine tra parodia ed errata comprensione è molto sottile.

Tra i mondegreens per me più spassosi, "Let's pee in the corner", anziché "That's me in the corner", R.E.M., Losing My Religion, e "'Scuse me while I kiss this guy" invece di "'Scuse me while I kiss the sky", Jimi Hendrix, Purple Haze. (La mia parodia preferita di Losing My Religion è Losing My Partition.)

Ma se voi siete quelli che sanno i testi così bene che si lamentano se durante il concerto il cantante dice una cosa diversa, beh allora come non detto.

Postato da: nicpoeta, 05/05/2008 21:23 | link | commenti (1)
semanticamente, intraduzioni

sabato, 03 maggio 2008
Congresso Internazionale AITI 2008

Si terrà a Bologna il 6 e 7 giugno presso l'Hotel Savoia Regency il Congresso Internazionale AITI, dedicato a "La professione del traduttore e dell'interprete: deontologia, qualità e formazione permanente". Io interverrò sabato 7 con un contributo dal titolo Dalle parole al valore. Il project manager e la gestione dei progetti di traduzione.

Postato da: nicpoeta, 03/05/2008 18:06 | link | commenti
intraduzioni