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La foto del Golden Gate Bridge è di Francesco Meschia
Nella rubrica Lettere al direttore di Vittorio Zucconi di qualche tempo fa su Repubblica.it un lettore si interroga sulle traduzioni della Bibbia: secondo lui fu anche un atto di traduzione, la traduzione della Bibbia, a contribuire alla fine del Medioevo (e questo è molto interessante: un passaggio da un'epoca all'altra come momento di traduzione, letterale e simbolica); ora però sarebbe necessaria una traduzione scritta dalla CEI ma con l'ausilio di biblisti non solo cattolici, per evitare edulcorazioni, fraintendimenti, errori.
Zucconi risponde:
L'argomento è talmente serio che sono costretto a risponderle citando un ex governatore del Texas del quale non farò il nome, devoto cristiano e lettore della versione "ufficiale", la Bibbia di King James. Quando l'assemblea parlamentare di Austin propose di diffondere copie della Bibbia tradotta in spagnolo nelle scuole pubbliche piene di bambini messicani, lui rispose indignato: "No! Se l'inglese andava bene a Gesù, non vedo perché noi dovremmo cambiarlo". Fantastico.
La citazione originale è:
If English was good enough for Jesus Christ, then it's good enough for Texas.
È solitamente attribuita al governatore del Texas Miriam Amanda "Ma" Ferguson, ed esiste in diverse varianti, che citano il King's English, i bambini del Texas, anche se il senso non cambia: certi politici ignoranti immaginano che Gesù parlasse inglese.
Puzza di frase fatta più che di invenzione, qualcosa tipo "ciò che è buono per Cesare è buono per Roma". In effetti Benjamin Zimmer su Language Log elenca diverse citazioni simili (una contenente san Paolo al posto di Gesù), e non pare che la Ferguson abbia mai detto qualcosa del genere. Secondo Zimmer:
My guess is that this was a free-floating bit of preacher humor that unfairly got attached to Ma Ferguson, much as Winston Churchill attracts various apocryphal witticisms.
Perché riporto tutto questo e parto da così lontano? In questi giorni stiamo traducendo in inglese un documento interno di un cliente importante. Nel testo sono già presenti termini e frasi in inglese. Il traduttore mi dice: alcuni dei termini non sono proprio corretti, esistono traduzioni più specifiche, soprattutto in questo settore (finanza). In questi casi meglio non toccare niente e chiedere prima, e il cliente a seguito della mia domanda (cambiamo?) risponde: lo sappiamo che l'inglese può essere impreciso, ma noi internamente (leggi: in tutto il mondo) ci capiamo così ed è meglio non modificare, ormai fanno parte del nostro inglese. E se questo inglese va bene per il cliente va bene anche per noi.
Apprendo dalle news del Gruppo L10N (qui il link ai feed) che Google ha lanciato una serie di dizionari on-line nella sezione Traduttore. Diamo un'occhiata, mi dico, sono utente dei vari servizi del motore di ricerca di Mountain View, magari anche questa volta hanno escogitato qualcosa di nuovo. Se i documenti e i fogli di lavoro on-line fanno intravvedere nuove prospettive nelle applicazioni per ufficio, può darsi che i dizionari possano mettere in difficoltà i tradizionali strumenti cartacei o gli altri simili servizi su Web. Vediamo allora, e l'analisi che segue è basata sulla coppia inglese-italiano, italiano-inglese.
Fondamentale, ma non di più
Il sito è semplice, con una casella per inserire la parola e un casella a discesa per selezionare il dizionario. Il lemmario contiene le parole fondamentali delle due lingue, ma mancano parole definite comuni dal De Mauro come abbaino, cangiante, campioncino, genitale, macchinetta, sottostimare. Sono assenti termini semi tecnico-specialistici come cobalto, dentatura, ecatombe, eccipiente, liberista, pastoia. Nella parte inglese-italiano mancano catchphrase, ca(u)ldron, chinz, h(a)emophilia, handgun, immaterial, pageant, peculiar, semantics, Tipp-Ex. Alcuni lemmi hanno accezioni incomplete e includono solo significati secondari: deflate significa solo "smontare", il primo significato di slide è "fermacapelli", il nome move è solo "trasloco" (di questo, di più sotto), ball è solo "pallone" e non "ballo".
Una struttura discriminante
Ciascuna voce è composta da lemma, accezioni e traduzioni e dalle frasi correlate. Per un esempio si veda move: i traducenti hanno il genere e sono presenti glosse per distinguere i sensi: "emotionally", "of troops". Le glosse sono in inglese nella parte inglese e in italiano nella parte italiana. Oltre alle glosse, sono presenti discriminatori di significato con funzione di collocatori (parole che più frequentemente accompagnano il termine) o sinonimi: "di persone". Qui vedo una incoerenza: non si capisce perché move along abbia un collocatore in italiano "di persone", mentre move out è preceduto da "of troops", in inglese. L'incongruenza diventa lampante con go:
di cibi go bad, spoil
guastarsi
go off
of milk etc andare a male , of light spegnersi , of alarm scattare , of gun sparare , of bomb esplodere
dove un discriminatore simile in una struttura simile è trattato in modo diverso.
La sezione "Frasi correlate" è un sorta di cestino dove si mette di tutto, dagli esempi ai phrasal verbs, da significati secondari ai sinonimi. Questo mi permette di addentrarmi ancora di più nella voce.
Il girone, prima di tutto
Come si può notare in move, non ci sono omografi e parti del discorso diverse sono trattate come accezioni diverse:
move
1. trasloco m 2. emotionally commuovere 3. spostare, muovere 4. muoversi, spostarsi 5. muovere
Il nome e il verbo sono infilati sotto lo stesso lemma, e si può anche fare, ma almeno sarebbe utile distinguere la differenza di categoria in modo un po' più chiaro che con il solo m del maschile. L'accezionamento è originale e incomprensibile: che differenza c'è tra il sensi 3 e 5? L'ordine delle accezioni è singolare: "commuovere" viene prima di "muovere" e "spostare", ma leg fa meglio:
leg
1. girone m 2. tappa f 3. cosciotto m 4. coscia f 5. zampa f 6. gamba f
"girone", "tappa" e perfino "cosciotto" precedono "gamba", ultimo significato! Arm è solo "bracciolo" e il modesto "braccio" finisce nelle frasi correlate.
La correlazione dell'amante
Mi verrebbe da chiedere frasi correlate a cosa, visti alcuni esempi. Si veda amante per esempio:
amante
1. lover;
Frasi correlate
amante della musica
music lover
amante f
mistress
amante m/f
lover
In base a che cosa si distingue tra lover traducente e lover frase correlata? Se volessimo tradurre acquazzone saremmo posti di fronte a un dubbio amletico:
acquazzone
1. downpour
Frasi correlate
acquazzone m
shower
la frase correlata è un semplice sinonimo? È idiomatica? E come lo capiamo?
L'incomprensibilità di certi esempi raggiunge il suo culmine con gli articoli. Sotto il troviamo frasi esemplari dell'uso dell'articolo come:
mettere il veto a
veto v
mettere il bloccaruota a
clamp (si noti la differenza di trattamento)
il numero dei pazienti del mio dottore
my doctor’s caseload
non rivoltare il coltello nella piaga!
don’t rub it in!
Sembra proprio che la parte inglese sia stata ribaltata in italiano e si siano inseriti degli esempi in cui a un articolo italiano corrisponde un costrutto particolare inglese. Si arriva a paradossi in la dove troviamo:
aprire (con la chiave)
unlock v
la compare nella specificazione del senso di "aprire" e non nell'esempio vero e proprio.
Ultima curiosità delle frasi correlate la troviamo in mobile dove possiamo imbatterci in:
mobile m inv
mobile
Cosa sia questo mobile maschile invariabile non è chiaro, l'unica cosa che trovo è un riferimento a Calder: particolare tipo di scultura, costituita da una serie di lamine sottili sospese a fili metallici che il minimo movimento d'aria fa mutare di posizione. Lasciamo perdere gli esempi in lire (hanno preso qualche dizionario vecchiotto?)
Il Google che non contiene se stesso
Non mi soffermerò sull'uniformità di voci appartenenti alla stessa categoria (vi lascio il compito a casa di confrontare italiano, francese, spagnolo, tedesco), ma considerato quanto detto sopra nulla porta a giudicare i dizionari di Google migliori di altri on-line, anzi, e siamo secoli luce dai dizionari cartacei in commercio. Probabilmente Google non vuole far concorrenza ai dizionari tradizionali, ma solo fornire uno strumento che integri le funzioni di traduzione automatica o che aiuti a trovare velocemente un termine. Anche se le traduzioni sono sostanzialmente corrette, l'importante è che l'utente non ne faccia la sua fonte principale. Non escludo di consultare anch'io i dizionari spagnolo-inglese, coreano-inglese o tedesco-inglese, ma sempre con una certa cautela. Tutta la sezione Google Traduttore è in beta, ma i dizionari italiani non vengono segnalati come tali. Eppoi se nessun dizionario di Google contiene il termine Google può darsi che neanche loro ci credano troppo.
Un'amica che lavora in banca parlando dei suoi clienti mi dice: "è un clientela evoluta, sono quasi tutti multibanchizzati". Sarebbe meglio che i termini appartenenti allo slang di un mestiere non varcassero mai i confini dello stabilimento, ufficio, aula, perché l'impatto sui profani può essere imprevedibile. Multibanchizzato evoca scenari violenti (perfino Google lo schifa), evoca sangue, ferite, emorragie, disperate corse verso il pronto soccorso.
Linguisticamente, si tratta di una parola che all'apparenza rispetta le regole della morfologia e di formazione delle parole, anche se presuppone un verbo inesistente (banchizzare):
1 banca > banchizzare > participio passato: banchizzato
2 confisso: multi
Presumo che banchizzare significhi: far in modo che una persona di avvalga dei servizi di un banca.
Allora mi domando: è una parola con una connotazione positiva o negativa? Quali sono i ruoli (semantici, se vogliamo), le reggenze del verbo?
[banca] banchizza [cliente]
[cliente] essere banchizzato da [banca]
Però così multibanchizzato significa: che ha subito molteplici banchizzazioni.
Questa interpretazione grammaticale ci spinge verso una connotazione negativa (come dicevo prima: dolore, sangue, sevizi e non servizi...), mentre per la mia amica il termine denota un aspetto positivo, un'approfondita conoscenza del sistema bancario da parte del cliente.
Ipotizziamo perciò che banchizzare possa essere usato in modo intransitivo nel senso di "utilizzare i servizi di una banca", allora l'analisi diventa:
[cliente] banchizzare
(multi) banchizzato>che utilizza i servizi (di più banche)...
In un certo senso, è una forma non dissimile da mangiati = "che hanno già mangiato" (es. venite mangiati, c'è solo da bere), e non "che sono stati mangiati".
Io che ho due conti correnti, uno familiare e uno prematrimoniale (che tengo in vita perché mi costa meno che sopprimerlo), sono multibanchizzato?
Nella notte tra l'8 e il 9 giugno il TG1 dà la notizia che lo Shuttle Atlantis è esploso in volo con 7 astronauti a bordo (qui il video). Poco dopo la giornalista si scusa dicendo che l'agenzia "era sbagliata". La notizia originale era corretta, è che - come suggeriscono in diversi - qualcuno ha confuso blast off (A patched-up Atlantis blasted off with seven astronauts Friday on the first space shuttle flight of 2007, riferisce USATODAY) "partire, decollare", con blast "fare esplodere, saltare" (per varie discussioni qui, qui e qui). Ironico, nel TG dell'americano Riotta.
Ieri George W. Bush ha incontrato Benedetto XVI. Telegiornali e giornali (TG3, Ansa, Il Giornale) hanno sottolineato una gaffe del presidente americano, che si è rivolto al Papa chiamandolo Sir anziché His Holiness, Sua Santità. Il dubbio che mi è venuto leggendo è che se Bush ha fatto un errore di protocollo, i giornalisti italiani hanno fatto un errore di inglese. (Magari mi sbaglio io, che di protocollo capisco meno di chiunque.)
Nel dubbio ho consultato la sezione "Forms of Address" presenti alle pagg. 49a-52a del Webster's Third New International Dictionary, Unabridged, che dice:
address: To His Holiness Pope [Benedict XVI]
begin: Most Holy Father, Your Holiness.
Dunque, Bush avrebbe dovuto dire Your Holiness e non His Holiness, come d'altronde confermato da New York Times e Irish Independent, giusto per citare due giornali di lingua inglese a caso. Che i giornalisti abbiamo tradotto sua = di lei (formula di cortesia), con sua = di lui? In questa lettera sul sito del Vaticano è piuttosto chiaro quando utilizzare His Holiness:
Letters between His Holiness Benedict XVI...
Your Holiness, I remain yours most devotedly in Christ
Ma ci si rivolge in italiano al Papa chiamandolo Sua Santità? Tutto può essere, ma se dobbiamo credere alle formule che troviamo ancora sul sito del Vaticano:
A Sua Santità Giovanni Paolo II
Città del Vaticano
A nome dei miei Collaboratori e dei partecipanti tutti al V° Congresso Mondiale della Pastorale per gli Zingari, Vescovi, Presbiteri, Religiosi/e e Laici, esprimo vivissima riconoscenza per il Messaggio a noi indirizzato, per l’occasione, da Vostra Santità, che ha dato incoraggiamento e lume per il nostro importante incontro.
La distinzione è speculare a His Holiness/Your Holiness. Protocollo e inglese insieme, un po' troppo difficile per certi giornalisti italiani.
Quanto a Sir, il summentovato Webester ci ricorda che l'appellativo, al limite, può essere utilizzato per rivolgersi a un re (evidente la parentela con sire), e questo potrebbe dare una giustificazione a Bush, anche se ci infiliamo in un ginepraio che volentieri evito.
Scusate la parentesi frivola (e il ritardo), ma i giornali online mettono apposta queste notizie perché nella calura pre-estiva l'attenzione venga attratta, come la maglietta alla schiena sudata (lo so, piove da più di una settimana, ma quando ho letto l'articolo la prima volta faceva molto caldo). E io puntualmente ci casco, anche se l'argomento, linguisticamente parlando, non è estraneo a questo blog.
Il Corriere riporta una notizia del Sun, che autorevolmente riferisce che la modella tedesca Heidi Klum chiama i propri seni Hans e Franz. Dare ai nomi ai propri seni, da quanto mi risulta, non è una prerogativa delle top model; mi pare infatti che scherzosamente a volte (alcune) fanciulle italiane facciano lo stesso, ma sempre da quanto mi risulta, tendono a dare nomi femminili, vezzeggiativi se possibile. La modella tedesca invece ha optato per due nomi da legnosi centrocampisti tedeschi. Questo significa qualcosa. C'è tutta un cultura dietro. Ed è forse uno dei motivi per cui non esiste un rock-blues tedesco (ma esiste un reggae tedesco).